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Tricopigmentazione: come si esegue e perché è meglio del tatuaggio

La tricopigmentazione è una tecnica che permette di mascherare la perdita dei capelli senza ricorrere a trattamenti invasivi o chirurgici. Si copre la zona affetta da calvizie grazie alla pigmentazione del cuoio capelluto simulando un effetto rasato, e si camuffano zone diradate ricostruendo un effetto infoltimento sui capelli di media lunghezza. 

Come si esegue:
Gli specialisti di Landen tricologia hanno una preparazione specifica, essendo Medici Chirurghi specializzati in Medicina Estetica; gli strumenti utilizzati nei laboratori sono dermografi e aghi applicatori di precisione, che depositano il pigmento nel derma.
La seduta di tricopigmentazione dura al massimo tre ore e non è dolorosa; nel caso in cui il soggetto sia particolarmente sensibile, si può ricorrere ad una piccola anestesia locale. Di solito per un risultato ottimale non sono necessarie più di tre sedute. Dopo il trattamento la zona interessata potrà essere leggermente arrossata ma è necessario seguire alcun tipo di decorso post-operatorio. 

La prima settimana richiede un’attenzione particolare all’igiene della zona trattata; viene fornito un shampoo specifico contro la proliferazione di batteri e viene raccomandato di idratare spesso la zona utilizzando prodotto antinfiammatori che evitino le infezioni e che aiutino il fissaggio del pigmento. Terminata la prima settimana si può tornare alle normali abitudini di lavaggio e cura dei capelli anche ricorrendo a tinture o altri trattamenti. 

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La tricopigmentazione è una tecnica che permette di mascherare la perdita dei capelli senza ricorrere a trattamenti invasivi

Tricopigmentazione e tatuaggio: le differenze 

Chi si sta preoccupando per la perdita di capelli si sarà chiesto perché non optare per un tatuaggio rispetto ad un trattamento tricologico. La tricopigmentazione differisce per essere bioriassorbibile e il pigmento viene eliminato grazie al processo di rigenerazione cutanea, che dura di solito due anni. 

Naturalmente anche le competenze professionali sono diverse, in quanto un tatuatore segue un corso e riceve un attestato mentre il micropigmentista possieda le necessarie competenze tecniche e professionali del mondo dell’estetica quali lo studio della morfologia del volto, la conoscenza della struttura della pelle e le nozioni igienico-sanitarie per eseguire il trattamento in totale sicurezza ed assenza di reazioni avverse.
Inoltre i pigmenti usati sono differenti: le polveri impiegate in tricopigmentazione sono sottoposte a controlli in fase di sintetizzazione in laboratorio e vengono certificate così da risultare anallergiche. Le polveri metalliche poi vengono pesate, micronizzate e vengono incapsulate, cioè ricoperte da una sorta di guaina che limita il contatto dei metalli stessi con la cute.
Infine, è necessario tenere presente che la tricopigmentazione è un trattamento non permanente, e che la struttura dei capelli cambierà con l’avanzare dell’età: i capelli si incanutiranno, quindi se si ha optato per un tatuaggio bisognerà eliminare tramite laser i pigmenti precedenti per sostituirli con il colore che simuli il capello brizzolato. 

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Letto 1562 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Febbraio 2017 17:29

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