Mag 05

Una ricerca ci rivela i passi in avanti verso la prevenzione della perdita di capelli

 

Uno studio pubblicato il 14 febbraio 2017 sulla predisposizione genetica alle calvizie maschile compiuta dall’Università di Edimburgo ha scoperto ulteriori cause della perdita di capelli che possono aiutare a capire come prevenirla e curarla sempre meglio.


Studio sulla perdita di capelli: le premesse
Studi precedenti hanno evidenziato che alcune malattie come il cancro alla prostata e le malattie cardiovascolari possano essere strettamente legate alla perdita di capelli. Contando il fatto che l’alopecia colpisca l’80% degli uomini, soprattutto con l’aumento d’età, provocando impatti sulla sfera sociale, piscologica e sull’autostima, compiere studi in questa direzione è estremamente importante. Così il dipartimento Cognitive Ageing and Cognitive Epidemiology dell’Università di Edimburgo ha iniziato ad analizzare dei campioni, custoditi nella UK Biobank, provenienti da più di 52.000 partecipanti di età compresa tra i 40 e i 69 anni. Gli studi che ne sono conseguiti sono stati pubblicati su Plos Genetics e hanno permesso di identificare più di 250 sequenze di DNA che sono associate a gravi perdite di capelli.

 


Studio sulla perdita di capelli: i dati iniziali

Gli scienziati sono riusciti ad identificare un database per individuare la variazione della calvizie e costruire un modello per identificare e prevedere la perdita di capelli. Analizzando i campioni, si è evidenziato che Il 32% dei soggetti non aveva nessuna perdita di capelli evidente, il 49% evidenziava una moderata perdita di capelli e il 19% era colpito da una grave perdita di capelli.


Studio sulla perdita di capelli: le scoperte


Questo studio ha messo prima di tutto in luce che la perdita di capelli sia fortemente influenzata dal cromosoma X, derivante dai geni materni e non paterni, confermando che il fattore ereditario incida solo per una piccola percentuale e che il resto dipenda da variabili fenotipiche tipo l'altezza, lo stile di vita, l'età del cambio di voce nei maschi, l'età del menarca femminile e la presenza di peluria sul corpo.
Con questo studio si può comprendere in maniera ancora relativamente sommaria la categoria di calvizie, ma è stata realizzata una formula che è in grado di individuare delle macro categorie in cui una persona può rientrare. Così tenendo in considerazione la presenza o meno di alcuni marcatori genetici, il soggetto può sapere se rientra nella sfera “a basso rischio di calvizie” o alla categoria “forte perdita di capelli”.

Il grande passo in avanti già in realtà compiuto dai medici e dai tricologi negli ultimi tempi e ulteriormente confermato da questo importante studio è il fatto che il DNA sia la fonte primaria di informazioni affidabili circa la struttura dei nostri capelli, la loro crescita ed evoluzione nel futuro, compresa la presenza o meno di calvizie e la loro gravità.
Il team dell’Università di Edimburgo sta continuando l’attività di ricerca e al momento solo una visita approfondita presso un tricologo esperto può aiutare a contrastare una perdita di capelli grave. Chiedi una prima consulenza gratuita nei poliambulatori Landen a Brescia e Padova!



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Letto 670 volte Ultima modifica il Lunedì, 29 Maggio 2017 15:55

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