La micropigmentazione consente di effettuare trattamenti di camouflage diversi a seconda dell’estensione della zona colpita da calvizie e dalle sue caratteristiche.

 

Nel caso di alopecia totale o alopecia areata, le cosiddette “zone glabre” (completamente prive di capelli), il consiglio è generalmente quello di un trattamento che conferisca un effetto ottico di capello rasato (“effetto rasato”), applicando un pigmento di colorazione tendente al “cenere” che punta a restituire un effetto di naturalezza assoluta.

Nel caso di diradamenti comuni e alopecie androgenetiche o nei diradamenti lievi come quelli nella zona centrale-anteriore tipici delle donne, è preferibile conferire un “effetto micropelo” e realizzare un trattamento che “ricostruisca” i peli in maniera logica e ordinata, valutando attentamente il colore, l’inclinazione e la direzione di crescita dei capelli naturali circostanti.

La micropigmentazione può contribuire a camuffare alcune cicatrici del cuoio cappelluto: nei casi di fattibilità del trattamento le zone cicatriziali potranno godere di un effetto visivo del tutto simile a quello delle zone dotate di capelli naturali.